
I numeri di Confartigianato
Una grande famiglia: oltre 500.000 associati il Italia, oltre 20.000 nelle Marche (65.000 addetti). Mai come oggi il nostro sindacato ha avuto un ruolo determinante nel contrastare valutazioni strumentali che tendono a dipingere la piccola impresa come sistema economico secondario e a dirottare risorse ed investimenti verso la grande industria. Oltre il 90% delle imprese italiane ha meno di 20 dipendenti, solo nelle province di Ascoli Piceno e Fermo le imprese artigiane sono quasi 15.000. E' necessario però prendere coscienza dell'importanza che il mondo artigiano riveste non solo in termini produttivi ma anche sociali, occorre mettere da parte l'individualismo per dare maggior forza alla nostra voce.
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AVVISO COMUNE MORATORIA CREDITI, I DATI DELL'OSSERVATORIO ISPO-CONFARTIGIANATO
[04-08-2009] -- Visto 162 volte
Cesare Fumagalli (Confartigianato): “Da Avviso comune risposte utili a aspettative degli imprenditori”
“Un accordo utile per dare risposte alle difficoltà e alle aspettative delle imprese”. Il Segretario Generale di Confartigianato commenta così l’avviso comune per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio firmato oggi a Milano.
“E’ molto importante – sottolinea Fumagalli – che il sistema bancario recepisca le indicazioni dell’avviso comune, mostrando un nuovo approccio nei confronti dei piccoli imprenditori i quali non hanno perso la voglia di investire sulla propria azienda e di reagire alla crisi. Ma questa loro propensione deve trovare un atteggiamento altrettanto coraggioso da parte degli istituti bancari”.
“Il valore dell’avviso comune – aggiunge Fumagalli – è dimostrato dai risultati dell’Osservatorio Ispo-Confartigianato che rileva l’atteggiamento delle piccole imprese nei confronti della crisi”.
Secondo l’Osservorio tra aprile e luglio 2009, il 26% degli imprenditori che hanno linee di credito attive ha percepito azioni restrittive da parte delle banche.
In particolare, tra le difficoltà di accesso al credito, gli imprenditori segnalano soprattutto la richiesta di maggiori garanzie (lo denuncia il 64% degli intervistati), la richiesta di rientro sul fido utilizzato (28% delle risposte), l’incremento dello spread sui tassi di interesse (20%) la richiesta di rientro sul credito in conto corrente non utilizzato (12%).
Da aprile a luglio è aumentata dal 9% al 28% la quota di imprenditori che dichiara di aver ricevuto dalle banche la richiesta di rientro sul credito in conto corrente non utilizzato.
