
I numeri di Confartigianato
Una grande famiglia: oltre 500.000 associati il Italia, oltre 20.000 nelle Marche (65.000 addetti). Mai come oggi il nostro sindacato ha avuto un ruolo determinante nel contrastare valutazioni strumentali che tendono a dipingere la piccola impresa come sistema economico secondario e a dirottare risorse ed investimenti verso la grande industria. Oltre il 90% delle imprese italiane ha meno di 20 dipendenti, solo nelle province di Ascoli Piceno e Fermo le imprese artigiane sono quasi 15.000. E' necessario però prendere coscienza dell'importanza che il mondo artigiano riveste non solo in termini produttivi ma anche sociali, occorre mettere da parte l'individualismo per dare maggior forza alla nostra voce.
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MADE IN ITALY: UN TAVOLO PER SCONGIURARE IL BLOCCO DELLA LEGGE
[04-09-2009] -- Visto 147 volte
Le azioni della Confartigianato hanno indotto il Ministero ad aprire il dialogo
A Ferragosto è entrata in vigore una nuova norma - contenuta nella legge 99/2009 – a tutela concreta ed effettiva del Made in Italy, poiché obbliga ad indicare l’origine sulle merci non prodotte in Italia da aziende italiane. L’emanazione della norma ha trovato ampio consenso nel mondo produttivo italiano che Confartigianato UAPI operante nelle province di Ascoli Piceno e Fermo rappresenta, ma anche la netta opposizione da parte della rappresentanza industriale.
La netta presa di posizione di Confartigianato, largamente ripresa dai media, ha impedito di fatto l’azione della lobby che voleva l’abrogazione od il congelamento della norma.
Il Ministero dello Sviluppo economico si è visto così costretto ad aprire un tavolo con le rappresentanze datoriali, che ha visto nella Confartigianato parte attiva e propositiva.
Al tavolo, infatti, Confartigianato ha dato al Governo ampia disponibilità a discutere su aggiustamenti tecnici che la norma in questione potrebbe richiedere, ferma restando la dichiarazione che non potrà accettare in alcun modo congelamenti, rinvii o modifiche della norma nella sua sostanza.
La norma in oggetto, infatti, nasce dalla volontà di mettere il consumatore nella condizione di conoscere con certezza ciò che acquista consentendogli di operare scelte consapevoli a favore delle produzioni italiane. In presenza della nuova norma nessuna impresa, non solo non potrà apporre il “Made in Italy” su prodotti confezionati all’estero, ma non potrà neppure omettere di indicare il reale luogo di origine dei prodotti, se estero, quando il nome italiano della azienda possa far intendere la provenienza italiana della lavorazione.
Il tavolo ministeriale non è riuscito a ricomporre le posizioni che sono ancora molto distanti: Confartigianato su una posizione di sostanziale mantenimento della norma in contrapposizione alla richiesta confindustriale che ne vorrebbe l’abrogazione.
E’ certo che Confartigianato, ove il Governo assumesse decisioni che vadano nella direzione di possibili congelamenti, continuerà a sostenere la norma anche decidendo forti azioni dimostrative.
