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PACCHETTO ANTICRISI DI CONFARTIGIANATO: 38 MISURE AD AMPIO RAGGIO

[20-03-2009] -- Visto 312 volte

Inoltriamo il pacchetto delle 38 misure elaborate da Confartigianato nella versione definitiva, nonché una scheda di sintesi che ha lo scopo di semplificare la lettura delle stesse.

Schede di lettura relative al pacchetto di “MISURE DI SOSTEGNO ALLE MICRO E PICCOLE IMPRESE E ALLE IMPRESE ARTIGIANE PER FRONTEGGIARE LO STATO DI CRISI”

 

TITOLO I Credito e Incentivi

Rapporti tra banche e imprese

La proposta mira ad individuare alcuni provvedimenti che consentano un maggiore controllo e monitoraggio del rapporto tra banche ed imprese al fine di verificare possibili correttivi all’atteggiamento restrittivo di accesso al credito messo in atto dagli Istituti bancari. Le proposte prevedono il rafforzamento dei poteri dell’Autorità Ga-rante della concorrenza e del Mercato, un obbligo di trasparenza delle condizioni praticate dagli Istituti di credito e una utilizzazione delle Prefetture maggiormente incisiva di quella individuata allo stato dal Governo, prevedendo che questi possano svolgere, supportati dai sistemi associativi e dai Confidi, funzioni di mediatore credi-tizio sul modello francese.

Compensazione crediti e debiti verso la Pubblica Amministrazione

La misura mira ad introdurre un criterio automatico di compensazione tra crediti e debiti delle imprese verso la Pubblica Amministrazione, al fine si risolvere il pro-blema dei ritardi di pagamento della P.A.


Erogazione saldi legge n. 488/92

La misura mira ad introdurre una deroga alle attuali norme di contabilità di Stato per consentire al Ministero dello Sviluppo Economico di erogare tempestivamente il saldo delle quote di contributi dovuti ai beneficiari della legge 488/92 (circa 20.000 im-prese) utilizzando risorse disponibili su altri capitoli e non impegnate.

 Incentivi per sostenere gli investimenti

 La misura proposta introduce una misura di sostegno agli investimenti fino a 150.000 Euro effettuati da imprese artigiane, micro e piccole imprese, riprendendo a modello e semplificando enormemente le procedure (attraverso il ricorso istruttorio alle Associazioni di categoria e con la Garanzia dei Confidi) della legge 949/52.

Con le misure di incentivazione si punta a sostenere investimenti per:

a) Impianto, ammodernamento e ampliamento di laboratori;

b) Acquisto di macchinari, attrezzature, automezzi ;

c) Acquisto di scorte di materie prime e di prodotti finiti;

 Norme a favore dei Consorzi Fidi

 La prima misura mira ad una semplificazione delle attuali procedure e norme emanate dalla Banca d’Italia per l’iscrizione dei Confidi nel registro degli intermediari finanziari di cui all’articolo 107 del T.U.L.B., prevedendo un regime “agevolato” per i Confidi.

 Le altre misure prevedono una integrazione delle norme già varate dal Governo per sostenere la controgaranzia pubblica sui crediti alle imprese, rafforzando, in una logica di fondo unico di Garanzia l’attuale sistema del Fondo nazionale di Garanzia.

 

TITOLO II Misure per incentivare la domanda

 Riserva appalti per PMI

 Si tratta di una misura volta ad introdurre una quota di riserva negli appalti negli appalti di fornitura di beni e servizi per le piccole imprese.

 La proposta è formulata tenendo conto della disciplina già vigente negli USA, in Corea e Giappone e proposta dalla Presidenza Francese alla Commissione europea nel 2007 e poi ipotizzata sempre dalla Francia come misura nazionale.

 La proposta necessita di una verifica di compatibilità con la normativa europea ed potrebbe essere introdotta nel nostro Paese, come misura anticrisi, negoziandola con l’UE.

 Riqualificazione del patrimonio di edilizia pubblica e delle aree urbane

 La misura individua meccanismi di incentivazione della domanda pubblica nei settori dell’edilizia, della installazione e manutenzione di immobili e arredo urbano per stimolare l’apertura di cantieri “territoriali” che stimolino opere pubbliche localizza-te nell’ambito del patrimonio di edilizia destinata a funzioni di pubblica utilità e o-rientata alla riqualificazione funzionale, ambientale ed energetica degli edifici.

 Servizi pubblici locali

 La misura individuata prevede l’introduzione di norme in deroga alla attuale disciplina dei Servizi Pubblici Locali che consenta, nei prossimi tre anni, ai Comuni sotto i 5.000 abitanti di procedere all’affidamento di diversi servizi pubblici locali ad im-prese del territorio.

 La deroga alla attuale disciplina (peraltro enormemente contorta) consente di agevolare la partecipazione di imprese locali all’affidamento dei servizi.

 I possibili contrasti con la disciplina comunitaria, che pure possono sussistere alla luce del quadro normativo vigente, andrebbero superati adducendo a motivazione il fatto che attualmente, nei fatti, si riscontra uno scarso ricorso al mercato nelle picco-le realtà comunali che spesso ricorrono ad aziende in house, mentre così si favori-rebbe il ricorso alla gara di assegnazione, oltre al fatto che la situazione di crisi giu-stificherebbe il sostegno all’economia delle piccole imprese in un’ottica di aiuto ge-nerale e di sostegno allo sviluppo locale.

 Interventi a sostegno della “Green Economy

 Si tratta di una misura volta alla razionalizzazione degli interventi di sostegno, promozione e incentivazione dell’offerta e della domanda nelle aree e nei settori dell’economia sostenibile, al fine di semplificare, razionalizzare e omogeneizzare criteri e procedure in essere o in divenire, nonché di favorire l’aggregazione stabile tra le micro e piccole imprese.

 Interventi per la sicurezza e la manutenzione dei veicoli e la tutela della qualità dell’aria.

Si tratta di una misura volta a sostenere e incentivare la corretta manutenzione del parco auto circolante e di favorire il ricambio del parco auto anche nel mercato dell’usato, in funzione dell’aumento della sicurezza e di una migliore qualità dell’aria.

 
TITOLO III Incentivi fiscali

 Costituzione di una apposita riserva destinata a copertura di future perdite d’esercizio

 La grave crisi che investe l’economia mondiale comporta l’adozione di misure tese a sostenere il sistema delle imprese. In tal senso, in considerazione della forte flessione dei fatturati che le imprese subiranno nel corso 2009 viene concessa loro la possibilità di accantonare, nel bilancio del 2008, una apposita riserva finalizzata a coprire le eventuali future perdite.

La finalità dell’accantonamento è duplice:

 • ridurre gli esborsi connessi al pagamento delle imposte (saldo 2008 e acconti del 2009) in un momento di carenza di liquidità;

• anticipare, in parte, gli effetti negativi di eventuali perdite che si scaricherebbero sui bilanci dei successivi esercizi.

 La riserva potrà essere utilizzata unicamente a copertura delle perdite d’esercizio che, eventualmente, l’impresa subirà nel corso dei tre periodi d’imposti successi-vi (in generale 2009, 2010 e 2011). Nel caso in cui, nei tre citati periodi d’imposta, non emergano perdite d’esercizio ovvero non in misura tale da per-mettere l’intero utilizzo dell’accantonamento, l’impresa dovrà tassare (in toto o per la parte non utilizzata) la citata riserva in ragione di 1/5 per ogni anno. La stessa potrà essere affrancata mediante versamento di un’imposta sostitutiva nel-la misura del 16% e, quindi, successivamente al versamento, liberamente utilizzabile.

 Detassazione degli investimenti in beni strumentali nuovi

 La disposizione prevede incentivi fiscali per investimenti produttivi, riproponendo nella sostanza la detassazione del reddito di impresa reinvestito a suo tempo disposta con l’articolo 4 della legge 18 ottobre 2001, n. 383.

 In pratica per il periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2008 e per quello successivo, è escluso dall’imposizione del reddito d’impresa e di lavoro auto-nomo il 50 per cento del volume degli investimenti realizzati in detti periodi d’imposta in eccedenza rispetto alla media degli investimenti realizzati nei cinque periodi d’imposta precedenti.

 Riduzione della base imponibile IRAP

 La norma è finalizzata a ridurre la pressione fiscale nei confronti delle imprese con una base imponibile IRAP sino a 180.759,91 euro mediante un innalzamento della deduzione forfetaria IRAP dagli attuali 9.500 euro a 15.000 euro.

 Deduzione dall’IRAP del costo del lavoro relativo a nuove assunzioni

 La disposizione ripropone la possibilità di godere della deduzione prevista per l’incremento della base occupazionale. Tale agevolazione è stata in vigore sino al 31 dicembre 2008. In pratica i soggetti che effettueranno assunzioni a tempo indetermi-nato nei periodi d’imposta 2009, 2010 e 2011 potranno dedursi dall’IRAP, entro il limite di 20.000 euro, parte del costo del lavoro aggiuntivo.

 Tassazione agevolata del reddito d’impresa o di lavoro autonomo per i soggetti congrui agli studi di settore

 Gli studi di settore hanno rappresentato, negli ultimi anni, forti elementi di frizione tra il Governo e Associazioni di categoria delle piccola impresa. In considerazione della buona affidabilità raggiunta dagli studi stessi, nella determinazione dei ricavi o compensi potenzialmente ascrivibili alle imprese o ai lavoratori autonomi, si ritiene che i medesimi possano essere utilizzati come strumenti per ridurre il carico fiscale mediante ampliamento della base imponibile.

 La norma proposta prevede, in via sperimentale, per due periodi d’imposta, una riduzione del carico fiscale per coloro, a cui si applicano gli studi di settore, che dichiarano un ammontare di ricavi o compensi superiori a quelli stimati mediante l’applicazione degli studi medesimi.

 Il reddito d’impresa, proporzionalmente ascrivibile ai maggiori ricavi o compensi rispetto a quelli determinati mediante l’applicazione degli studi di settore, viene tassato ad imposta sostitutiva per quanto riguarda l’IRPEF e le relative addizionali. In o-gni caso l’ammontare di reddito tassato ad imposta sostitutiva non può essere supe-riore a 50.000 euro.

 Per quanto concerne i contributi previdenziali, i contribuenti, per la parte di reddito assoggettato ad imposta sostitutiva, potranno decidere di non effettuare nessun versamento alle loro casse di previdenza. Resta comunque dovuto il minimale reddituale previsto ai fini contributivi e sono fatte salve le prerogative delle Casse autonome nonché la facoltà di effettuare i versamenti su base volontaria.

 I benefici fiscali e contributi spettano nei casi in cui il reddito dichiarato non differisca da quanto effettivamente conseguito ovvero non siano applicabili le sanzioni per l’omessa o errata indicazioni di dati sul modello studi di settore.

 Modifica alla disciplina delle sanzioni in materia di acconti d’imposta

 L’aggravarsi della crisi economica impone interventi immediati, con disposizioni anche fiscali, che agevolino le imprese dal punto di vista finanziario, in primo luogo riducendo l’impegno finanziario che esse devono sopportare nel mese di giugno p.v., per il versamento delle somme dovute in ragione della dichiarazione annuale relativa al 2008.

 La norma proposta intende rendere effettiva e concreta la possibilità, già prevista dalle disposizioni attuali, di poter parametrare la misura dell’acconto, al reddito che si ritiene di produrre per il 2009. Infatti, specialmente in relazione alla prima rata di acconto - che si ricorda deve essere versata entro il 16 giugno 2009 – la possibilità di errore, limita fortemente la fruibilità di tale possibilità.

 E’ importante, pertanto, prevedere un’ipotesi di non sanzionabilità nei casi in cui, in tutti i modi, l’acconto versato non risulti inferiore di oltre il 30% dell’imposta dovuta per l’anno. In questo modo si da più tranquillità agli imprenditori nell’utilizzo di questo metodo di determinazione dell’acconto e, quindi, effettività alla disposizione stessa. Non si ravvisano effetti in termini di gettito erariale.

 Modifica alla disciplina dei termini di versamento degli acconti d’imposta

 La disposizione, al fine di evitare il più possibile esborsi finanziari nel mese di giugno - mese nel quale la crisi economica e di liquidità, secondo gli analisti dovrebbe trovare il suo apice - consente alle imprese di rimandare il versamento della prima rata di acconto da effettuarsi entro il 16 giugno 2009, alla data di versamento della seconda rata, cioè entro il mese di novembre 2009.

In questo modo si ottengono due effetti molto importanti:

- immediati, conseguenti al mancato esborso finanziario della prima rata di acconto;

- posticipati, conseguenti alla possibilità di determinare con maggiore precisione l’acconto dovuto su base previsionale.

La disposizione proposta prevede, quindi, che, per il 2009, gli acconti delle imposte e dei contributi siano versati in un’unica soluzione nel mese di novembre 2009. Non si ravvisano effetti in termini di gettito erariale in quanto i versamenti avverranno entro la stessa annualità.

Sospensione dell’applicazione delle misure di indeducibilità degli interessi passivi

In considerazione della grave crisi economica e della necessità di un più massiccio ricorso al credito, in periodi di decremento dei margini operativi delle imprese, si rende necessario sospendere l’applicazione della disposizione che rende indeducibili gli interessi passivi che superano il 30% del Margine operativo lordo.

Riduzione della misura del saggio di interesse applicabile alle rateazioni

La norma persegue la finalità di allineare il saggio di interesse, applicabile in sede di rateazione dei tributi e contributi, a quello legale previsto dal codice civile.

Si ricorda che il saggio attualmente applicabile (pari al 6%) è esattamente il doppio di quello legale (3%).

Rateazione dell’IVA da adeguamento agli studi di settore

La norma persegue la finalità di rendere rateizzabile l’IVA dovuta sull’adeguamento agli studi di settore. Sulle somme rateizzate sono dovuti gli interessi previsti dalla medesima disposizione di legge.

Modifica alla disciplina delle iscrizioni a titolo provvisorio nei ruoli

La norma prevede la riduzione al 25% della percentuale delle somme dovute in riscossione provvisoria, in pendenza di giudizio, nelle ipotesi di accertamento a mezzo studi di settore, in presenza di una attestazione delle cause che giustificano la mancata congruità dei ricavi

Si ritiene che la presenza dell’attestazione possa conferire un “fumus boni iuris” al ricorso presentato dal contribuente tale da legittimare una riduzione delle somme dovute in pendenza di giudizio.

 

TITOLO IV Misure per la crescita e la competitività

Si tratta di misure anticrisi che hanno una dimensione più strutturale e di medio lungo periodo, per preparare le piccole imprese alla ripresa economica.

Reti tra imprese

Si tratta di una proposta normativa volta ad introdurre nel nostro ordinamento una specifica forma contrattuale della rete di impresa, al fine di superare l’insufficienza dell’attuale strumentazione giuridica sulle forme stabili di cooperazione interaziendale.

Rilancio competitivo dei Distretti

Si tratta di una misura volta a favorire l’incentivazione di progetti innovativi nelle aree distrettuali per la riqualificazione delle produzioni manifatturiere tradizionali.

Sostegno alla ricerca e all’innovazione nelle piccole imprese

Si tratta di misure di incentivazione e sostegno alla innovazione ed alla ricerca effettuata nelle piccole imprese volta a superare la farraginosità e la sostanziale impossibilità di applicazione delle attuali politiche di sostegno pensate ed applicate a misura di grande impresa e difficilmente utilizzabili dalle piccole imprese.

Sostegno alla promozione delle piccole imprese nei mercati nazionali ed internazionali

Si tratta di misure volte a sostenere il rapporto tra piccole imprese e mercati di riferimento, individuando programmi che razionalizzino l’impiego di risorse disponibili destinate alla promozione delle imprese, anche attraverso il ricorso alle Associazioni di impresa.

Tutela e valorizzazione del Made in Italy

La misura proposta raccoglie gli esiti del lungo dibattito parlamentare, mai seguito dalla emanazione di una specifica legge, a tutela delle produzioni realizzate inte-gralmente in Italia, attraverso l’introduzione di un marchio volontario “100% fatto in Italia” di proprietà dello Stato.

Interventi a sostegno dei sistemi associativi della piccola impresa

Si tratta di interventi a sostegno dei sistemi associativi di piccole imprese volti a rafforzarne la capacità di orientamento strategico delle imprese, anche attraverso la preparazione e la crescita di figure e competenze manageriali, nonché la riqualificazione del portafoglio di servizi alle imprese.

Misure per la trasmissione d’impresa

Si tratta di misure volte a sostenere il ricambio generazionale tra imprese attraverso l’introduzione di strumenti che facilitino l’incontro tra domanda e offerta, nonché la predisposizione di servizi pubblici e privati volti alla facilitazione della trasmissione d’impresa.

 

TITOLO V Misure per il sostegno del lavoro e dell’occupazione

Il pacchetto di interventi in materia di lavoro è composto non solo da misure di tipo difensivo rispetto agli effetti della crisi in atto, ma anche da misure attive finalizzate ad aiutare le imprese a cogliere ogni occasione lavorativa, anche residuale.

Gli ambiti di intervento selezionati sono i seguenti.

Riduzione delle tariffe dei premi INAIL

Gli imponenti avanzi economici che la gestione separata artigianato registra costantemente da anni, per importi vicini – e in alcuni anni superiori – al miliardo di euro, rendono ormai indifferibile l’aggiornamento delle Tariffe dei premi per l’artigianato.

Infatti, nonostante la positiva situazione gestionale le imprese artigiane continuano ad avere il costo assicurativo più alto rispetto agli altri settori economici.

Appare, quindi, di tutta evidenza che è venuto meno l’equilibrio finanziario derivante da un corretto rapporto fra importo dei premi incassati dall’INAIL e costo degli infortuni indennizzati e che, allo stato, il pagamento di premi assicurativi così elevati rappresenta una forma surrettizia e odiosa di tassazione sul lavoro.

Per questi motivi, il primo obiettivo è quello di ottenere la revisione delle Tariffe INAIL, che il decreto legislativo 23 febbraio 2000, n. 38 – finora mai attuato – ha disposto con cadenza almeno triennale a decorrere dal 1° gennaio 2000.

Nelle more dell’avvio e della definizione della procedura di revisione delle tariffe, si chiede, per ragioni di equità ed anche per sanzionare il colpevole atteggiamento dilatorio dell’INAIL e del Governo, una riduzione annuale delle tariffe per l’artigianato stabilita in forma provvisionale.

Norme in materia di apprendistato

L’apprendistato è l’unico vero contratto di lavoro a contenuto formativo rimasto nell’ordinamento giuridico. E’ un istituto di grande valore sociale ed economico, che nell’artigianato ha consentito, per oltre un cinquantennio, di formare in azienda lavoratori ad elevata qualificazione professionale, molti dei quali hanno avviato attività imprenditoriali.

Si tratta di una tipologia contrattuale molto utilizzata nella piccola impresa, con altissimi indici, a fine periodo, di trasformazione del rapporto in lavoro standard.

L’apprendistato, nell’artigianato e nella micro impresa in particolare, è la vera acca-demia del Made in Italy, e in quanto tale va tutelato.

Va quindi eliminata, quanto meno per gli apprendisti assunti da imprese che occupano fino a 9 dipendenti, la contribuzione introdotta dalla Legge Finanziaria del 2007. Nel contempo, si chiede una norma interpretativa che chiarisca – per via legi-slativa – quanto recentemente chiarito dalla circolare ministeriale n. 27 del 2008 cir-ca la possibilità, affidata alla contrattazione collettiva, di continuare a determinare la retribuzione degli apprendisti in maniera percentuale crescente anche in rapporto all’anzianità di servizio.

Norme in materia di previdenza complementare

Gli obiettivi di sviluppo del secondo pilastro privato di previdenza perseguiti dalla legge di riforma delle forme pensionistiche complementari attuata nel 2005, non sono stati certamente conseguiti per quanto riguarda l’artigianato. I dati fin qui raccolti confermano la scarsa diffusione della previdenza complementare fra i lavoratori dipendenti delle piccole imprese e dell’artigianato in particolare.

Gli effetti della crisi possono ulteriormente aggravare questa situazione, con il rischio, per il mondo dell’artigianato, di perdere definitivamente il ruolo di attore della previdenza complementare.

Le norme proposte intendono porre rimedio a due fra i principali ostacoli di tipo og-gettivo che si frappongono al raggiungimento di risultati: la difficoltà, da parte dei datori di lavoro, a privarsi del TFR a beneficio dei Fondi pensione in un contesto economico caratterizzato da una grave crisi congiunturale, in assenza di reali misure agevolative per l’accesso al credito; l’avversione alla privazione della liquidità, anche accantonata sotto forma di TFR, da parte dei lavoratori.

Norme a favore della contrattazione collettiva ed a tutela dei lavoratori

La proposta di detassare al 10%, per il biennio 2009-2010, gli incrementi salariali stabiliti dai CCNL, è pensata come una misura anticiclica di breve periodo, finalizzata a dare continuità ai rinnovi contrattuali nazionali anche nell’attuale situazione di crisi, evitando di creare vuoti contrattuali che risultano poi difficili da recuperare.

Sulla base del modello contrattuale dell’artigianato, il salario nazionale ha, come è noto, la funzione di garantire gli standard minimi, mentre è affidato esclusivamente al salario regionale il compito di distribuire gli eventuali recuperi di produttività.

Ne consegue che, a regime, le misure prioritarie di riduzione del costo del lavoro funzionali al modello artigiano sono e restano quelle finalizzate alla decontribuzione e alla detassazione del salario di produttività.

Norme in materia di mercato del lavoro

Le disposizioni sono finalizzate a consentire alle imprese di cogliere ogni occasione di lavoro migliorando, nel contempo, l’occupabilità dei lavoratori anche nell’attuale contesto. Ciò avviene sia attraverso alcune norme che rafforzano la capacità di incrocio fra domanda e offerta di lavoro con il diretto coinvolgimento delle associazio-ni di categoria, sia attraverso l’ampliamento della possibilità di utilizzo di alcune ti-pologie di lavoro flessibile introdotte dal decreto legislativo n. 276 del 2003, quali i contratti di inserimento, il lavoro accessorio ed il lavoro intermittente.

Iscrizione nelle liste di mobilità

Si tratta di una misura finalizzata a favorire l’eventuale inserimento nel mondo del lavoro di artigiani titolari di imprese individuali senza dipendenti che abbiano cessato l’attività.

Per tali soggetti, che nel mercato del lavoro non hanno alcun tipo di tutele, viene prevista – analogamente a quanto stabilito, fino al 31 dicembre 2009, per i lavoratori licenziati da aziende che occupano fino a 15 dipendenti - la possibilità di essere i-scritti per tutto il 2009 nelle liste di mobilità di cui alla legge n. 223 del 1991, con-sentendo così alle aziende che li assumeranno di beneficiare delle agevolazioni normative e contributive previste dalla medesima legge n. 223.


TITOLO VI Energia

Interventi energetici per le piccole e medie imprese

Si tratta di misure volte a conseguire un abbassamento dei costi energetici per le PMI, intervenendo nell’area della perequazione fiscale e nell’allargamento dell’ambito degli incentivi alle forme di microgenerazione distribuita.

Semplificazione delle procedure per gli impianti di produzione alimentati da fonti rinnovabili

 Si tratta di misure volte alla razionalizzazione ed alla semplificazione dell’attuale quadro normativo in materia di autorizzazione di impianti da rinnovabili, che ad oggi costituisce uno dei maggiori ostacoli alla diffusione degli stessi, soprattutto con rife-rimento agli impianti di piccola taglia.

 

TITOLO VII Istituzione dell’Agenzia per le piccole imprese

Commissario straordinario per la deregolazione e la semplificazione

La proposta mira a fronteggiare, con mezzi e poteri straordinari, la situazione di crisi economica, consentendo, tra l’altro, il coordinamento tra le amministrazioni statali, regionali e locali. A tali fini si prevede la nomina un Commissario straordinario per la deregolazione e la semplificazione amministrativa con poteri specifici, in de-roga alla normativa vigente, mirati a:

  • semplificare i procedimenti amministrativi, riducendone i tempi di conclusione;
  • autorizzare direttamene l’esercizio di determinate attività produttive, in casi di particolare urgenza;
  • attuare rapidamente il sistema delle Agenzie per le imprese previsto dall’art. 38 del DL n. 112/08

Istituzione dell’Agenzia per le micro e piccole imprese

 La proposta è diretta a dare pieno riconoscimento, specialmente in un momento di crisi economica come quello attuale, al ruolo chiave svolto dalle micro e piccole imprese (MPI) per la crescita economica e per lo sviluppo dell’occupazione. Si propone, pertanto, la creazione, presso la Presidenza del Consiglio di un’Agenzia per le MPI, operante in stretto collegamento con il Ministero dell’Economia e con il Mini-stero dello Sviluppo Economico, con la funzione di elaborare proposte, di concerto con le parti sociali, finalizzate a favorire lo sviluppo delle imprese con meno di 50 dipendenti. L’Agenzia predisporrà il Rapporto annuale sulla micro e piccola impre-sa del Presidente del Consiglio dei Ministri che sarà oggetto, auspicabilmente, di un’apposita sessione parlamentare. Infine l’Agenzia dovrebbe svolgere l’analisi preventiva e successiva dell’impatto delle politiche di sviluppo sulle micro e piccole imprese, in attuazione del principio comunitario del Think Small First.

 

Scarica le Schede di lettura delle 38 misure anticrisi proposte da Confartigianato

Scarica il file integrale con le 38 proposte anticrisi elaborate dal sistema Confartigianato

Scarica le slide: FISCO IN 10 MOSSE

Scarica la circolare: MISURE DI SOSTEGNO ALLE MICRO E PICCOLE IMPRESE

 

 

 

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